mercoledì 19 giugno 2013

Due parole su san Gerardo La Porta

Gerardo apparteneva alla nobile famiglia La Porta di Piacenza. Peregrinò verso l’Italia Meridionale, forse alla ricerca di solitudine o per essere più vicino ai punti di imbarco dei crociati diretti verso i luoghi santi ma, giunto a Potenza, decise di dedicarsi alla missione sacerdotale. Fu tale il suo impegno che, quando morì il vescovo in carica della città, il popolo ed il clero lo scelsero come successore. Fu così proclamato vescovo nel 1111 ad Acerenza e portò la Chiesa avanti per otto anni. Morì nel 1119 e, dopo un solo anno, Papa Callisto II lo proclamò santo. 
Da quel momento in poi, i potentini riconobbero in san Gerardo il loro principale protettore. Le sue reliquie furono seppellite in un luogo nascosto per timore che venissero trafugate, come accadeva non di rado in quei tempi e, dopo una serie di scavi e di sondaggi, furono rinvenute nel 1250, riposte in una pregevole urna e conservate in un sarcofago che per un certo periodo fu l’altare maggiore del Duomo. 
Così lo storico piacentino Umberto Battini:

Certamente già dal XI secolo in Potenza era presente una Famiglia o Colonia piacentina dei Della Porta, sappiamo che fin da allora un altro vescovo piacentino Guglielmo Della Porta era in Potenza ed anche il vescovo di Melfi era di Piacenza. Il Casato dei Della Porta proprio per i suoi trascorsi legami con la terra di Puglia, cui Potenza era compresa nel Ducato, mutò il nome in Porta-Puglia, lo stesso stemma araldico della Famiglia è lo stesso sia in Potenza che a Piacenza. 
Probabilmente S. Gerardo era giunto a Potenza già sacerdote, sulla spinta della riforma gregoriana che aveva coltivato nel piacentino nelle aspirazioni spirituali. Potenza è centro di raccolta dei crociati così come Piacenza vede Papa Urbano II riunirvi il Concilio del 1095 che porterà proprio alla indizione della prima crociata. A Piacenza in questo tempo nel monastero di S. Sisto vi erano delle suore scandalose che il Papa sostituisce con i monaci benedettini chiamati da Clearmont e Mantova. Giovanni da Matera nel 1139 fonda il monastero benedettino di Pulsano e parimenti il monastero piacentino di Quartazzola è pulsanense senza scordare che questi monaci avevano proprietà terriere presso la “Puglia” di Calendasco, frazione al ridosso del fiume Trebbia.
Successore immediato di San Gerardo fu il vescovo Manfredi la cui memoria scritta e autentica lo ricorda come uomo pacifico, dotto, prodigo con i poveri e dedito all’insegnamento ai giovani della cultura. E’ doveroso segnalare che appena fuori ai confini provinciali, presso la città di Fidenza, nel portale laterale destro del Duomo, troviamo scolpito S. Raimondino Palmerio di Piacenza e appena sotto la figura di Vescovo benedicente, che è la tipica ed antica immagine tramandata di S Gerardo e che fa supporre quindi possa trattarsi dello stesso Vescovo santo piacentino: infatti la Cattedrale di S. Donnino in Fidenza, mostra la costruzione attuale iniziata verso il 1160 quale Santuario e che quindi porta scolpite figure di santi, fino a che nel 1601 acquistò titolo di Cattedrale con Sede vescovile.
Un documento fatto in Borgo S.Donnino (attuale Fidenza) il 22 agosto 1197 relativo al rinnovo del giuramento di fedeltà a Piacenza ci mostra presenti tra i “consulis communis Placentie” Oberto figlio di Oberto Della Porta, un legame quindi anche con la nostra città.
Segni tangibili della vita del Patrono S .Gerardo li estraiamo dalle letture proprie dell’Ufficio della Festa: “Gerardus, Placentiae ex illustri familia De Porta originem duxit. A pueritia hausta cum literis pietate, clericali militiae se nuncupavit” (Gerardo nacque a Piacenza dall’Illustre famiglia Della Porta. Educato da bambino nelle lettere e nella pietà, entrò nelle file del clero).
Come lo stesso S. Corrado che in Calendasco “originem terreman duxit”, ugualmente S. Gerardo in Piacenza “originem duxit”. Nella Cattedrale piacentina troviamo murata sulla parete destra della prima campata, a sinistra della porta laterale che immette ai chiostri, una lapide sepolcrale del canonico e Diacono del Duomo Nicolò Copallati Della Porta, che fu anche Arciprete di Settima in cui si legge traducendo dal latino: “+1349 11 del mese di luglio – Sepolcro del Signore Nicola dei Copallati – Della Porta canonico – di questa Chiesa Maggiore – di Piacenza e arciprete – della pieve di Settima”. I monumenti di Piacenza riguardano un ramo della Famiglia Della Porta, i Coppalati o Copallati; il Santo piacentino Gerardo fu del ramo dei Della Porta che poi si chiamarono Porta-Puglia in seguito alla presunta origine pugliese. Anche nella Basilica di S.Antonino, all’esterno vi è una arca lapidea del secolo XIV sepoltura di un discendente Coppalati-Porta.
A Potenza, nella Lucania oggi Basilicata, si ingegnò nell’educare ai buoni costumi i giovani inclini al male ed aprì una scuola per tutti in cui gratuitamente insegnava con “singulari humanitate ac patientia”. Eletto Vescovo della città divenne modello per il popolo, già da vivo fece un miracolo straordinario: trovandosi presso il luogo detto di S. Maria, per la calura estiva le genti soffrivano la sete, venne a mancare il vino, Gerardo si fece portare acqua dalla vicina fonte e con un segno di croce la tramutò in vino: gli fu concesso “Cana Galileae renovare miraculum, et ita suos mirabiliter recreare”.
Per otto anni resse la Chiesa potentina fino al giorno della sua morte il 30 ottobre 1119, molti i miracoli succedutesi, tra i quali ciechi che riebbero la vista, guarigione del paralitico.
Il 30 maggio si celebra a Potenza la Festa della Traslazione delle Reliquie alla Cattedrale avvenuta nel 1250, in questa occasione si svolge la famosa manifestazione civico-sacra di San Gerardo e i Turchi. La processione consiste in una nave, con un drappello di cavalieri vestiti alla turca, segue il Carro medioevale di S. Gerardo e in carrozza siede il Gran Turco con valletti seguito da alabardieri cristiani;si ricorda con questo solennissimo evento la vittoria sui Turchi per intercessione del Santo.
Questo insigne piacentino che tanto ha segnato la storia di un territorio della nazione e che riscopriamo con curiosità e affetto, così come auspica don Messina nella sua lettera: “...possa riuscire utile per una migliore conoscenza – e spero devozione – del vostro e del nostro Santo...”. Come San Corrado Confalonieri anche San Gerardo Della Porta Patrono di Potenza possa con iniziative culturali-religiose future essere un nuovo stimolo per la crescita orgogliosa della terra di Piacenza che sempre più spesso mostra d’avere degnissimi avi che segnarono tempi e luoghi lontani e che accrescono l’identità piacentina.
(da http://www.templarisanbernardo.org/San%20Gerardo%20il%20patrono%20di%20Potenza.htm) 

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