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Visualizzazione dei post da Marzo, 2013

Storici Lucani. 2. Uno storico venosino del XVII secolo: Giacomo Cenna

Giacomo Cenna, tipico esponente del patriziato cittadino, nacque a Venosa nel 1560 da Ascanio, giurista e letterato di nobile famiglia. Dopo la laurea a Salerno, dottore in utroque iure, ritornò a Venosa, dove tenne scuola di diritto e, per i suoi meriti letterari, fu nominato, già nel 1589, canonico ed arcidiacono della Cattedrale di Venosa.
Nel 1614, quando il vescovo borromaico Andrea Perbenedetti progettò di aggiungere alle costituzioni sinodali della diocesi venosina la cronotassi dei vescovi, incaricò proprio il Cenna di compilarla, dandogli carta bianca nella consultazione dell’archivio della Cattedrale. Il risultato fu un catalogo accurato, Nomina episcoporum, qui pro tempore praefuerunt Ecclesiae Venusinae, allegato agli atti sinodali del 1613-14.
Proprio per questo motivo, il Cenna aveva ottenuto l’autorizzazione a consultare i documenti dell’archivio vescovile e capitolare, venendo a contatto con la documentazione utile a comporre una storia di Venosa. Tuttavia, probabilme…

Paesi lucani. 1. Muro Lucano: struttura urbana

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La città di Muro, situata su uno sperone roccioso a 654 metri sul livello del mare nell'alto bacino del fiume Sele, si presentava, in età moderna, con tutte le caratteristiche proprie di molti centri della Basilicata. Nel corso del tempo la popolazione si era stabilita sulle alture per evitare le valli malariche: «A ridosso di un monticello roccioso sorge Muro, che si eleva come ultimo baluardo di quel contrafforte che s’incunea tra le prime diramazioni dell’Appennino occidentale lucano».  L’origine della città di Muro non è definibile con precisione. L’ipotesi più accreditata vuole che Muro sia sorta in una località detta Raja San Basile, dove sono stati rinvenuti reperti che testimoniano l'esistenza di un antico insediamento risalente, all'incirca, al IV secolo a.C.. Dovrebbe trattarsi dell'antica Numistro o Numistrone, che distava dall’attuale centro abitato circa sei chilometri, distanza comprensibile se si tiene conto degli spostamenti della popolazione locale. Q…

Risorgimento lucano. 2. Bibliografia recente

D’Andrea G. (a cura di), La Basilicata nel Risorgimento, Potenza, Deputazione di Storia Patria per la Lucania, 1981
D'Andria A., Tra le seconde file. Cultura e azione politica dei Commissari del Governo Prodittatoriale del 1860, in «Bollettino Storico della Basilicata», XXVII (2011), n. 27
D'Andria A. (a cura di), Lavorìo lento latente. Aliano, Gallicchio, Guardia Perticara, Missanello, San Chirico Raparo, San Martino d'Agri nel processo di Unificazione nazionale (1799-1860), Moliterno, Porfidio, 2010
D'Andria A. (a cura di), Potenza Città Capoluogo e del Risorgimento (1799-1860). Per un percorso cronologico e documentario, Potenza, STES, 2010
Interviste sul Risorgimento lucano, Potenza, Consiglio Regionale della Basilicata, 2011
Labriola R., Alle radici del percorso politico di Giacinto Albini. Il Circolo Costituzionale di Montemurro nel 1848, in «Bollettino Storico della Basilicata», XXVII (2011), n. 27
Labriola R., La parabola politica di Vincenzo D'Errico, in «…

Il Vulture-Melfese nel tardo Settecento

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Il Vulture-Melfese si colloca all'interno di un ampio territorio che si estende all'estremo nord della Basilicata, a sud del fiume Ofanto. Si trattava di un'area da sempre considerata “infeudata”, ove tra i gruppi baronali figuravano, a metà del secolo XVIII, i Caracciolo di Torella, principi di Lavello, che possedevano anche Atella, Barile, Rapolla, ed i Marino di Genzano, che estendevano la loro giurisdizione feudale anche su centri quali Oppido e Palazzo.  L’area comprendeva i centri di Atella, Barile, Ginestra, Melfi, Rapolla, Ripacandida, Rionero, Maschito, Venosa, Ruvo del Monte, Rapone e San Fele, Palazzo, Maschito, Ripacandida, Barile, Pescopagano, S. Andrea, Conza, Teora, Lioni, C. Mosco, Cairano, Rapone, Bucito, Sallozzo, Montecchio, Margarito, Atello, S. Zaccheria, Mandra, Ruvo, S. Felice, L. dell'Abate, Pierno, Iscalonga, S. Maria e S- Croce.  Un’area, quella del Vulture-Melfese, connotata da prevalente dimensione abitativa di tipo rurale, con una maggiora…

Matera. 2. 1663: la Regia Udienza di Basilicata

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Nel 1643 la Basilicata fu staccata dall’Udienza di Principato Citra e divenne autonoma. Già il 30 settembre 1639 il viceré aveva ricevuto un memoriale inviato da alcune Università della Basilicata, «per chiedere che l’Udienza fosse portata nella loro provincia», secondo una nuova suddivisione del territorio che unisse le province di Principato Citra e di Principato Ultra. Madrid, omettendo l’ipotesi di una fusione tra province, ritenne valida l’ipotesi di impiantare un nuovo capoluogo e una nuova Udienza in Basilicata e, contrariamente al passato, durante la seduta del 7 febbraio 1640, concesse al Consiglio Collaterale di esprimere parere favorevole sulla istituenda Udienza di Basilicata. Il Medina Las Torres, dunque, fu quasi costretto a riconsiderare l’idea di scorporare definitivamente la Regia Udienza di Principato Citra da quella di Basilicata, per rafforzare il controllo militare sulle coste ioniche e nel basso Tirreno, nonché quello politico e fiscale nelle aree interne.
Nel g…

Paesi lucani. 0. Missanello nel "Cenno Storico" di Nicola Alianelli (1884)

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Questo post è dedicato ai miei cari amici di Missanello. Con tutto il mio affetto.


CENNO STORICO DEL COMUNE DI MISSANELLO coll’indicazione de' cittadini di esso che si sono distinti per NICCOLA ALIANELLI


I. Rispondo, come per me si può, al gentile invito di scrivere un Sommario cenno storico di questa mia terra natale e di indicare il nome dè cittadini illustri per patriottismo, per lettere, per arti, o per scienza che vi sono nati colla limitazione opportunamente apposta, per dovere di convenienza, cioè di non parlare dei viventi, ma di far sola menzione dè personaggi estinti. La carità del natio loco non mi fa velo all’intelletto da indurmi a fare e qui riferire congetture più o meno ardite sull’origine e sulle vicende di questa borgata; nel silenzio degli storici, nell’assoluto difetto di monumenti mi limiterò a dire soltanto ciò di che potrò indicare le fonti o di cui io stesso o altri viventi ancora siano stati testimoni.
II. E per cominciare dal nome, noto aver trovato scritto Mis…

Storici Lucani. 1. Sergio De Pilato tra erudizione e ricerca

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Pur nel metodo ancora erudito, limitato alla revisione delle fonti edite, Sergio de Pilato (1875-1956) è figura esemplare di un lungo periodo di studi “eruditi” su testi e fonti a stampa più che d’archivio e inizio di una stagione di rinnovata attenzione al territorio ed alle risorse storiche e culturali della città, che si avviava, dopo la guerra, a prendere anche a livello culturale il suo posto di capoluogo di regione, non più semplice trampolino di lancio verso Napoli e le grandi città del centro-nord, ma anche possibile punto di raccolta delle giovani generazioni che intendessero fare ricerca “sul campo”. De Pilato si avviò da giovane, come tradizione delle famiglie borghesi potentine, sulla strada della giurisprudenza: fu vice segretario del “Circolo giuridico napoletano” e componente della redazione della rivista “Il progresso giuridico”, dedicandosi nel contempo alla pubblicazione di suoi scritti letterari in prosa e in versi su “Il Mattino”, con lo pseudonimo di Almansor. To…

La Basilicata moderna. 2. Gli arbëreshë e la Basilicata

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Gli arbëreshë si stanziarono nel Mezzogiorno Italia tra il XV e il XVIII secolo. Prima della conquista da parte dell'Impero ottomano, com’è noto, tutti gli albanesi venivano chiamati Arbëreshë. Ma, a seguito dell'invasione turca, mentre gli albanesi che giunsero in Italia continuarono ad indicare se stessi col termine di Arbëreshë, quelli d'Albania assunsero il nome di Shqiptarëve (si confronti la parola albanese Shqip, presente nel nome locale del paese e della lingua).
Gli arbëreshë, distribuiti in origine in Epiro e nei monti del Pindo, erano stanziati nell’odierna Grecia. Tra l'XI e il XIV secolo tribù arbëreshë si spostarono in piccoli gruppi verso il sud della Grecia (Corinto, Peloponneso e Attica) dove fondarono alcune colonie. Intanto, la loro abilità in campo militare li aveva fatti diventare i mercenari preferiti dei Serbi, dei Franchi, degli Aragonesi e dei Bizantini.
La prima migrazione risalirebbe agli anni 1399-1409, quando la Calabria, prima dell'avven…

La Basilicata napoleonica. 3. Bibliografia di riferimento per i curiosi

AA. VV., Potenza Capoluogo (1806-2006), S. M. Capua Vetere, Spartaco, 2008, voll. 2, ALFANO G. M., Istorica descrizione del Regno di Napoli diviso in dodici provincie, Napoli, Miranda, 1798, ATTORRE L., Istruzione e cultura nella Basilicata dell'Ottocento, Potenza, Editicermes, 2009. BIANCHI A. R., L’Intrico del ’99 nel Materano, in Nel secolo dei Lumi. Appunti sul Settecento lucano, Rionero in Vulture, Calice, 1991, CALICE N.-LISANTI N.-RUSSO T.-SABIA F., Popolo, plebe e giacobini. Napoli e la Basilicata nel 1799, Rionero in Vulture, Calice, 1989, Collezione delle Leggi e de’ Decreti del Regno delle Due Sicilie, Bollettino delle leggi del Regno di Napoli, Decreto per la nomina degli Intendenti e dei Segretari generali delle Provincie, 13 agosto, i (1806), n. 137, p. 285. Collezione delle Leggi e de’ Decreti del Regno delle Due Sicilie, Bollettino delle leggi del Regno di Napoli, Decreto con cui si nominano i Sottointendenti delle Provincie, 22 agosto, i (1806), n. 148, pp. 297-2…