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Visualizzazione dei post da Giugno, 2013

La Basilicata napoleonica. 4. Legge 132 dell'8 agosto 1806

(N° 132) LEGGE sulla divisione ed amministrazione delle provincie del regno.

Napoli 8 agosto.

GIUSEPPE NAPOLEONE Per la grazia di Dio Re di Napoli e di Sicilia, Prncipe Francese, Grand'Elettore dell'Impero.

Udito il nostro Consiglio di Stato;
Abbiamo ordinato ed ordiniamo quanto segue:

T I T O L O    I.

Divisione del territorio.


Art.   i. Il territorio del regno di Napoli è diviso tredici provincie, come segue:

            Napoli, i tre Abruzzi, Terra di Lavoro, Principato citeriore, Principato ulteriore, Capitanata e contado di Molise, terra di bari, terra di Otranto, Basilicata, Calabria citeriore, e Calabria ulteriore
           Le loro capitali, per l'amministrazione, sono: Napoli, Teramo, Aquila, Chieti, S. Maria, Salerno, Avellino, Foggia, Bari, Lecce, Potenza, Cosenza, e Monteleone.

            2. Ogni provincia è, per l'amministrazione, divisa in distretti, i cui capi-luoghi sono indicati nella seguente tavola.




ProvincieLoro capitali   Capi-luoghi dei Distrett…

La Basilicata contemporanea. 4b. Il primo Giornale della Prefettura della Provincia di Basilicata

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(cliccare sull'immagine per accedere al testo)

La Basilicata contemporanea. 4a. Pietragalla e il brigantaggio

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I fatti della lotta al brigantaggio a Pietragalla partono da una lettera del 7 novembre 1861, indirizzata dal sindaco di Vaglio a quello di Pietragalla, descrivendogli l’attacco dei briganti a Trivigno e il successivo massacro, per poi proseguire con una lettera del Prefetto di Potenza del 15 novembre, contenente l’informativa della sconfitta, a Grassano, dei briganti, diretti verso i boschi di Lagopesole, che dovevano essere presidiati dalla Guardia Nazionale pietragallese. L’assedio di Pietragalla era, ormai, inevitabile: a Borjes, non pratico dei luoghi, si affiancò il brigante Carmine Crocco, incontrato proprio nel bosco di Lagopesole. Gli abitanti di Pietragalla, il 16 novembre, si rifugiarono nel Palazzo Ducale e, quando la vedetta della Guardia Nazionale annunciò l'imminente arrivo dei briganti, tutto era già predisposto per sostenere l'assalto della colonna di 400 briganti, che invase il paese, dandosi al saccheggio su comando di Crocco, mentre Borjes studiava il pian…

Materiali didattici. 6. Le descrizioni del Regno di Napoli

Fiumi, strade, monti, localizzazioni delle città e delle comunità minori del Regno di Napoli nella prima età moderna, quando il Mezzogiorno d’Italia si trovò a doversi confrontare con il potere spagnolo, erano familiari agli abitanti delle diverse comunità locali, ma virtualmente ignote al Regno stesso nella sua interezza. L’immagine mentale - alquanto idealizzata - che gli umanisti avevano davanti ai loro occhi era alquanto distante dalla realtà: un territorio vasto e fiorente, ben provvisto di risorse e abbastanza popoloso. Questa ‘immagine del sé’ si divise, comunque, tra rappresentazione scritta, ad uso dei gruppi dirigenti locali e napoletani, con, appunto, la storiografia, e «visibile parlare», rivolto a tutti, tramite la monumentalità di chiese e dimore palazziate. Uno specchio, dunque, che restituiva, sia pur moltiplicata, frazionata, spesso migliorata, una stessa immagine: la città come emblema di virtù morali e civiche e persona, figura del potere o dei patriziati cittadini…

Due parole su san Gerardo La Porta

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Gerardo apparteneva alla nobile famiglia La Porta di Piacenza. Peregrinò verso l’Italia Meridionale, forse alla ricerca di solitudine o per essere più vicino ai punti di imbarco dei crociati diretti verso i luoghi santi ma, giunto a Potenza, decise di dedicarsi alla missione sacerdotale. Fu tale il suo impegno che, quando morì il vescovo in carica della città, il popolo ed il clero lo scelsero come successore. Fu così proclamato vescovo nel 1111 ad Acerenza e portò la Chiesa avanti per otto anni. Morì nel 1119 e, dopo un solo anno, Papa Callisto II lo proclamò santo.  Da quel momento in poi, i potentini riconobbero in san Gerardo il loro principale protettore. Le sue reliquie furono seppellite in un luogo nascosto per timore che venissero trafugate, come accadeva non di rado in quei tempi e, dopo una serie di scavi e di sondaggi, furono rinvenute nel 1250, riposte in una pregevole urna e conservate in un sarcofago che per un certo periodo fu l’altare maggiore del Duomo.  Così lo stori…

Materiali didattici. 5. Sindaci a Potenza in età napoleonica

L’età napoleonica nel Regno di Napoli si pose nel segno di una riformulazione dei rapporti tra potere centrale e rappresentanze periferiche. Si trattò non solo di novità istituzionale, con la nascita delle intendenze, ma anche, e soprattutto, di una riogranizzazione degli assetti sociali che, tenendo conto di nuove spinte che attendevano solo un punto di riferimento politico, spostò l’asse del potere. Una dislocazione, più che perifericità, che fece dei gruppi dirigenti locali protagonisti diretti dell’attività gestionale. I centri di organizzazione della vita provinciale, nettamente diversi da quelli di antico regime, cambiarono in base ad una gerarchizzazione ormai basata sui rapporti di forza e sulla rete sociale istituita da nuove oligarchie cittadine. Nel caso del nuovo capoluogo della provincia di Basilicata, Potenza, ciò significò un assestamento e una netta ascesa dei ceti della borghesia terriera cresciuta all’ombra del feudo e della locale Chiesa e rappresentata da poche fa…

La Basilicata contemporanea. 4. Il Liceo Classico di Potenza a inizio Novecento

Notevole, all’inizio del Novecento, fu il tentativo di alcuni docenti del Liceo “Salvator Rosa” di Potenza di creare una rivista che, lungi dall’essere manifesto di una scienza “di paese”, allargasse la ricerca storica a dimensioni più ampie, inquadrando la città e la regione nel nuovo corso di studi dello scorcio del secolo. La “Rivista Storica Lucana”, nata nel 1901, ospitò, nella sua breve vita - fu pubblicata a cura dell’Archivio di Stato di Potenza tra il 1900 e il 1901, cessando le sue publicazioni nel maggio del 1901 -, articoli che, ispirati al nuovo indirizzo degli studi lucani dato da Giustino Fortunato, tentarono una più attenta ricostruzione dei fatti del 1799 basata sull’esame dei documenti dell’Archivio di Stato di Potenza, già studiati, per quanto riguarda l’intera regione, proprio da Fortunato secondo la nuova metodologia che si accostava alla documentazione archivistica, più che alle sole fonti edite  o ricostruirono i problemi del dibattito politico lucano postunita…

Popolazione della Basilicata dal 1500 al 1800. Tavole

Centro
1601

1622

1671

1675

1703

1736

1798

1805 Abriola 1.880