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Visualizzazione dei post da Luglio, 2013

L'antica Lucania. 8. Un Alessandro in Lucania

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Alessandro nacque, primogenito di Neottolemo, re del Molossi, una delle più grandi tribù in Epiro, nel 370 circa a.C. Durante il regno di Neottolemo, la tribù epirota divenne più sedentaria, iniziando l'urbanizzazione. Quando Neottolemo morì (c. 360 a.C.), suo fratello Arybbas divenne re, rafforzando la sua posizione con un trattato con il nuovo re di Macedonia, Filippo II (360-336) e cementandolo con un matrimonio diplomatico: Olimpia, figlia di Neottolemo, divenne regina di Macedonia, mentre suo fratello minore Alessandro, inviato in Macedonia e, avrebbe ricevuto una formazione greca. Nel 350, Filippo invase la Molossia e installò Alessandro come re: Arybbas fuggì ad Atene, dove morì in pace nel 342. Dal momento che sarebbe stato irresponsabile fare un re ragazzo, possiamo dedurre che Alessandro fosse nato nel 370 circa. Quasi nulla si sa del suo regno, tranne per il fatto che egli riunì le altre tribù epirote e offrì asilo a sua sorella Olimpia quando era caduta in disgrazia n…

Matera. 4. Giuseppe Gattini

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Giuseppe Gattini, conte di Castel Timmari, nacque a Matera il 22 luglio 1843 da Francesco e Nicolassa Carcano. Di un'antica famiglia nobiliare della città di Matera, studiò nel collegio napoletano degli Scolopi. In effetti, i Gattini erano un'antichissima famiglia materana, tra le più antiche di quella città, che diede importanti uomini d’arme, letterati, sindaci e amministratori della cosa pubblica ininterrottamente per circa otto secoli. Tra di essi occorre menzionare Francesco (Cicco), autore nel 1440 dell’inedito De bello neapolitano e di una genealogia della sua famiglia, Francesco (m.1785), autore di numerose opere, Giuseppe (n. 1753) celebre storico, pubblicò varie opere tra cui Memorie per la storia di Matera. I Gattini sono considerati una delle famiglie nobili più importanti di Matera insieme ai Ferraù, ai Malvinni Malvezzi, gli Agata, gli Alemo, i Santoro, i Ricchizio, i Sinerchia, i D’Angeli, del Duce. In epoca moderna la famiglia ha usato il titolo di conte, rife…

Paesi lucani. 8. Montalbano: la chiesa di Santa Maria dell'Episcopio (Caterina Bevilacqua)

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La pianta della Chiesa è a croce; ha tre navate, quattro cappelle,ed elementi decorativi di stile barocco. All’origine la Chiesa Madre aveva una sola navata; nel 1534 furono aggiunte altre due navate. In quest’ultime sono state create quattro cappelle, la cappella principale è quella dedicata a San Maurizio; opera composita di architettura, scultura, pittura ed intaglio, con splendida pala lignea di scuola napoletana e con decorazioni barocche. La storia narra che Maurizio era a capo di una legione Tebea e dopo una missione svolta a Gerusalemme, lui e tutta la legione si convertirono al cristianesimo. Quando successivamente gli venne ordinato dall’imperatore Massimiano di sopprimere una rivolta fomentata da un gruppo di Galli nella contrada Bagaudi, svolgendo prima un sacrificio pagano, Maurizio e i suoi soldati si rifiutarono e vennero giustiziati. Così come martire militare, S. Maurizio fu beatificato nell’XI secolo, diventando esempio e patrono del guerriero cristiano alle crociate…

Risorgimento lucano. 10. Avigliano per l'Unità d'Italia: il 1848

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L’apporto del Mezzogiorno d’Italia nel 1848 fu cruciale: l’associazionismo meridionale era fortemente radicato nella vita sociale e amministrativa di molte realtà, influenzando in maniera positiva lo sviluppo di idee portanti. Quello che accadde a partire dal mese di gennaio innescò un effetto trascinatore in tutto il Regno. Il voltafaccia ferdinandeo del 15 maggio impattò contro una popolazione già riunita in associazioni osteggianti idee costituzionali moderate e radicali, in alcuni casi con tendenze radicali indipendentiste. Le proteste non ebbero luogo solo a Napoli. La Calabria divenne il vero nucleo insurrezionale, tanto da formare un governo provvisorio in giugno, mentre la Basilicata, in questo periodo, si caratterizzò per la presenza di movimenti associazionistici contraddistinti da un programma democratico di notevole impatto. Basti pensare al fatto che il gallicchiese Giambattista Robertella, giunto a Corleto nel mese di giugno del 1848, organizzava un gruppo armato con l’in…

Irsina. 1. Inquadramento generale (Eufemia Smaldone)

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Montepeloso è una città vescovile in provincia di Basilicata esente da metropolitano. È sotto il grado 41 di latitudine, e 34 di longitudine. Dista a Matera miglia 18, da Gravina 8, dall’Adriatico 40, ed altrettanti dal Jonio. Si vuole da taluni esser stata un tempo situata in quel tenimento, che appellano Yrso. Irsi fu un paese abitato non molto lungi da Montepeloso, e nel luogo tra Grassano, è detta citta appellato Santangelo vi si ritrovò un’antica greca iscrizione contenendo un voto, che facea il popolo Irsino a Giove (I). non si può però accertare il leggitore se veramente questa città se veramente questa città fosse surta dalla distruzione dell’accennata antica Irsi, o quando mutato avesse ancor sito, e denominazione, onde poi dal luogo cretoso, in cui oggi si vede, detta l’avessero Montepilloso, e finalmente Montepeloso, o Montepiloso. Nell’anno 988 fu tutta incendiata, come rileviamo dal cronaco Cavese, e vi si aggiugne di esser stata immediatamente meglio rifatta dal Principe…

Paesi lucani. 8. Pisticci: Territorio e struttura urbana (Carmen Cazzetta)

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I primi insediamenti in territorio di Pisticci risalgono al X secolo a.C., ad opera degli Enotri, e sono testimoniati da diverse necropoli. Successivamente l'area venne colonizzata dai Greci e Pisticci divenne un importante centro del territorio di Metaponto. Tra il V e il IV secolo a.C. vi visse e operò il cosiddetto Pittore di Pisticci, primo ceramografo italiota ad aver adottato la produzione di vasi a figure rosse. Successivamente alla sconfitta di Taranto, Pisticci passò sotto la dominazione romana e diventò un importante centro agricolo. Intorno all'anno 1000 i Normanni costituirono il feudo di Pisticci, posseduto in successione dai Sanseverino, dagli Spinelli, dagli Acquara e dai De Cardenas. Sempre nello stesso periodo, i Benedettini fondarono il cenobio di Santa Maria del Casale, poco distante dall'abitato, sui resti di un antico insediamento basiliano. Nel 1565 in località Scannaturchi (così nominata proprio dopo l'evento) si combatte una battaglia tra Pirat…

L'antica Lucania. 7. Il mito di Melanippe e Metaponto

Nettuno sedusse la bellissima Melanippe, figlia di Desmonte oppure, secondo altri poeti, di Eolo, e generò da lei due figli. Quando Desmonte lo seppe, accecò la figlia e la rinchiuse in prigione; per di più ordinò che le venisse dato poco da mangiare e da bere e che i bambini fossero gettati in pasto alla fiere. E così fu fatto; ma poi arrivò una vacca da latte e offrì ai piccoli le mammelle. Quando i pastori lo videro, presero i bambini con loro per allevarli.  Nel frattempo, Metaponto re d’Icaria, chiese alla moglie Teano di partorirgli dei figli, per poter lasciare loro il regno. Teano, spaventata, fece chiamare i pastori perché le trovassero un bambino da presentare al re; quelli le mandarono i due che avevano trovato e Teano fece credere al marito che fossero suoi. In seguito Teano ebbe due figli da Metaponto; ma dato che il re preferiva i primi due, perché erano bellissimi, Teano volle sbarazzarsene, per riservare il regno ai figli che aveva partorito lei stessa. Giunse il gior…

L'antica Lucania. 6. Siris (G. Giannelli-P. Zancani Montuoro-D. Adamesteanu)

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1. Siris era una colonia greca della Magna Grecia, fondata, come generalmente si crede, verso la metà del sec. VII a. C., alla foce del fiume omonimo (Siris, poi Sinis, oggi Sinni), sulla costa lucana, fra Sibari e Metaponto.  Il territorio aveva prima appartenuto al popolo del Coni: dalla nuova città prese il nome di Siritide. Celebri scrittori antichi, come Aristotele e Timeo, ne attribuivano la fondazione ad un gruppo di profughi da Troia, che avrebbero portato con loro il Palladio ed il culto di Atena Iliade; altre fonti tutte trasmesse a noi da Strabone e da Ateneo (XII, 523 c), l'attribuiscono invece ai Rodi ed altre infine, che sembrano più attendibili, ai Colofoni, fuggiti dalla patria quando fu invasa dai Lidi di Gige (circa 675 a. C,). Varî indizî fanno sospettare la presenza di un forte elemento focese fra i coloni di Siri. Anche è probabile che la data di fondazione della città debba farsi risalire assai più addietro, verso la metà del sec. VIII.  La città divenne pre…

L'antica Lucania. 5. Metaponto (D. Adamesteanu)

Colonia achea, fondata già nei primi anni del VII sec. a. C., nella ricca pianura tra il Bradano ed il Basento, Metaponto era a poca distanza, allora, dalla riva del mare, con cui era in contatto attraverso un canale che dalla città conduceva al porto sistemato entroterra. Le fasi di sviluppo della città, in base ai risultati di scavo e ricerche aerofotografiche, sono tre: il primo insediamento è riconoscibile sul lato occidentale dove, in antico, il terreno si alzava, anche se solo di qualche metro, sul livello del mare; la seconda fase, da fissare intorno al 500 a. C., si estende dal primo nucleo, per quasi un km, ad oriente, verso il mare, con una pianta ortogonale per strigas già precostituita nella prima fase; una terza fase, infine, rappresenta un restringimento di tutta la città ad un castrum costruito da Annibale, nella parte orientale di Metaponto, intorno al 211 a. C., quando il resto della città era già quasi abbandonato. Le grandi aree sacre sono, finora, tre, mentre altr…