Materiali didattici. 9. Una descrizione del castello di Melfi

Roberto il Guiscardo Duca di Puglia abellì assai, e nobilitò non poco questa città havendovi alzato un nobile sontuoso castello, che oggidì si conserva ed ha pochi pari fuori di Napoli ed è l’istesso che habitano i Governatori. 
Non solamente è bello, commodo, e magnifico questo castello, e capacissimo di alloggiare ogni gran signore e corteggio, ma è forte assai per batteria, da mano col suo fosso ben formato, controscarpa ben intesa, circondato da sette torri, e grossi torrioni, e d’alte mura fabbricato, Entro vi è un cortile assai largo, et alla entrata dalla porta maestra una piazza assai grande e magnifica. Anche dal cannone potrebbe difendersi non essendovi alcun posto vicino che lo predomini da poterlo offendere, et insoma non dico nella Basilicata, ma ardisco in tutto il Regno non vi è castello più comodo d’habitare di questo. […]
Il sito di questa città non è men bello, che comodo, perché sembra una pianura fra monti ed uno giardino fra selve. Riposa nella Basilicata alla cima di un monte assai piano, ma è circondata tutta all’incontro da altri monti che la predominano. Ha le mura molto antiche, ma assai buone et in stato da potersi in ogni occorrenza difendere. Casamenti sì antichi che moderni, fabbriche assai conspicue. Le strade assai lunghe e piane da potersi nelle principali comoda-mente correre le carrozze.

FONTE: P. B. ARDOINI, Descrizione del Stato di Melfi (1674), introd. e note di E. Navazio, Melfi, Casa Editrice «Tre Taverne», 1980, pp. 6, 12.

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