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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2014

Personaggi. 7. Medici di Basilicata (Vincenzo Marsico)

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V. MARSICO, Medici lucani. Saggio bio-bibliografico, Matera, Montemurro, 1962.

Paesi lucani. 14. Il governo della città di Melfi in età moderna

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Il governo della città di Melfi era affidato ad un sindaco e dieci eletti. Com’è noto, nelle università meridionali la figura del sindaco fu creata inizialmente per svolgere funzioni specifiche e, quindi, eletta solo in particolari circostanze, determinate di volta in volta dalle esigenze della comunità; solo col tempo tale magistratura divenne carica stabile, fissando le sue funzioni prevalentemente in ambito finanziario: vigilanza sulle spese e sugli introiti, compilazione dei bilanci, vendita delle cose pubbliche. A Melfi, inoltre, sindaco ed eletti si occupavano «del commestibile e dell’abbondanza». Uno dei compiti del sindaco era quello di presentare annualmente i conti dell’Università al razionale appositamente eletto tra i componenti del Consiglio Generale per un controllo incrociato, così come nelle altre università dello Stato. In realtà, il governatore supervisionava l’attività del razionale di Melfi e indirizzava su soggetti a lui graditi la scelta del razionale nei parlam…

Materiali didattici. 6. L'elmo e la rivolta: un graphic essay su Spartaco

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La Basilicata napoleonica. 7. La prima seduta del Consiglio Provinciale (1808)

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La prima sessione del Consiglio generale della provincia di Basilicata venne convocata il 12 settembre 1808, con un decreto nel quale «i Signori Sotto-Intendenti e Sindaci e Decurioni della Provincia» erano invitati a partecipare dal ministro dell’Interno: la circolare, diffusa tramite il  «Giornale degli Atti dell’Intendenza di Basilicata» dall’Intendente Vito Lauria, evidenziava come l’argomento di maggior rilievo, almeno nella fase iniziale, fosse la delineazione «delle funzioni loro attribuite dalla Legge degli 8 Agosto 1806». In tale convocazione, inoltre, veniva precisato che «l’assemblea del Consiglio Generale deve tenersi in codesta città ovvero Potenza, e se possibile nella casa dell’Intendenza, ovvero in un Edifizio il più prossimo, e consono. Egualmente i Consigli Distrettuali debbono riunirsi nel Capoluogo del Distretto, e se si può nella medesima della Sotto-intendenza, o in un Edifizio il più contiguo e conveniente». Il Consiglio Generale della Basilicata si svolse dal 1…

Paesi lucani. 13. Avigliano nel XVI secolo, tra feudo e università

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Avigliano dal 1528 in poi passò nel giro di pochi anni sotto la giurisdizione di molti signori e solo a metà del Cinquecento tornò in possesso dei Caracciolo, ma di un ramo cadetto della famiglia dei primi grandi feudatari. Antonio Caracciolo, dunque, risulta essere il sestogenito di Bernabò Caracciolo, conte di Brienza, duca di Caggiano e Signore di Sicignano. Il primogenito di Antonio, dunque, era quel Giovan Battista che concordò le capitolazioni del 1579 con l’Università. Antonio Caracciolo e i suoi successori legavano, quindi, il titolo di barone al solo possesso di Avigliano, frutto di manovre speculativo-finanziarie, ma anche di strategie familiari interne al clan; era naturale, quindi, che su quella terra esercitassero uno stretto controllo, forti della reiterata formula medievale. Le congiunture storiche mutate (si ricordi che i Caracciolo appartenevano alla vecchio gruppo nobiliare il cui potere i Sovrani spagnoli cercavano di arginare), i numerosi ricorsi dell’Università a…

L'antica Lucania. 10. La Storia della Lucania di Luigi Pareti

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L. PARETI, Storia della regione lucano-bruzzia nell'antichità, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1997.

Una città inventata: Potenza

L’avvio della macchina istituzionale-amministrativa di marca napoleonica segnò per la Basilicata la ridefinizione dei suoi ambiti territoriali e, di conseguenza, la riconfigurazione del suo baricentro politico-istituzionale nella città di Potenza che «acquistò il posto di Città Capitale della Provincia». Tale scelta derivò dal fatto che meglio essa si prestava e per la sua situazione geografica e per quella politica ai bisogni delle riforme e trovandosi, inoltre, nel centro della Provincia, a «circa eguale distanza dai mari Ionio, Adriatico e Tirreno», ed ancora, perché Potenza, «fortificata e munita il più formidalmente possibile», per la sua strategica posizione territoriale, fu indicata dal generale Philibert-Guillame Duhesme, addirittura, come «seconda capitale», nonostante fosse ancora connotata da un «basso tasso di funzioni urbane». Potenza, dunque, avviò una rideterminazione e gerarchizzare dei propri spazi, connotando la nuova autorappresentazione cittadina con nuovi element…

L'antica Lucania. 11. Spartaco da Capua in Lucania

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Dalle Periochae dei libri XCV e XCVI:

XCV. Settantaquattro gladiatori fuggiti dalla scuola di Lentulo a Capua, raccolto un gran numero di schiavi e prigionieri operai, iniziarono una guerra sotto il comando di Crisso e Spartaco e sconfissero l'esercito del pretore Publio Vareno e il suo vice Claudio Pulcher. XCVI. 1. Il pretore Quinto Arrio schiacciò Crisso, il capo degli schiavi fuggiaschi, e 20.000 uomini. [72 aC] Il console Gneo Lentulo, però, inutilmente combattè contro Spartaco. Il console Lucio Gellio e il pretore Quinto Arrio furono sconfitti dallo stesso capo.  6. Il proconsole Gaio Cassio e il pretore Gneo Manlio invano combatterono contro Spartaco, e la guerra venne limitata al pretore Marco Crasso. XCVII. 1. Il pretore Marco Crasso prima combatté vittoriosamente contro una parte dei fuggitivi, soprattutto Galli e Germani, e uccise 35.000 di loro, tra cui i loro capi Casto e Gannico. Poi sconfisse completamente Spartaco, che venne ucciso con 60.000 persone.
Floro, Epito…

Pasquale Locuratolo: la speranza oltre il reticolato

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Sabato 18 gennaio, alle ore 11,00 nella Sala convegni del Castello ducale del Balzo di Venosa (PZ), alla presenza del Vice Ministro dell’Interno, senatore Filippo Bubbico, si è tenuto un incontro seminariale in margine al volume di Pasquale Locuratolo dal titolo La speranza oltre il reticolato.
Il testo si inquadra in quella memorialistica di guerra molto nota a livello nazionale, ma che in Basilicata ha prodotto pochi testi, il più compiuto ed ampio dei quali è questo, scritto da Pasquale Locuratolo (Melfi 1923-Potenza 2006), che nel dopoguerra, per molti anni, fu Commissario Straordinario, tra l'altro, dei comuni di Maschito (1962-63), Venosa e Lavello (1965), Rionero in Vulture (1965-1966) e promotore di notevoli iniziative socio-culturali. Tra l'altro, l'Amministrazione Comunale di Venosa aveva già omaggiato il Locuratolo intitolandogli una strada.
Si tratta, per quanto riguarda La speranza oltre il reticolato, di una narrazione in forma di diario scritta dall’autore…

La Basilicata napoleonica. 6. I Consiglieri Provinciali napoleonici

COMUNE COGNOME PROFILO SOCIO-ISTITUZIONALE RUOLO NEL 1799 RUOLI ANNI SUCCESSIVI Acerenza Cappetta Onofrio Galantuomo Municipalità Repubblicana 1809 Lista eleggibili
1816 Consigliere Provinciale Avigliano Corbo Carlo Maria Vincenzo Avvocato Aderisce al governo provvisorio
Costituisce la Municipalità Repubblicana 1811 Consiglio Generale Provinciale;
1818 Preside consiglio Distrettuale della Provincia;
1820 Presidente Senato Carbonaro Lucania orientale
deputato Parlamento nazionale delle Due Sicilie
Vaccaro Domenico Michele Arcangelo Studente di diritto