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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

La Basilicata moderna. 13. La Basilicata nel XIX secolo

Havvi nel fondo della penisola una regione la quale per ampiezza va innanzi a ogni altra, sol la cede all'insulare di Cagliari: e quasi altrettanto vasta di Toscana, ch'è pur divisa in sette provincie, si dilunga e s'allarga sovra un ventesimo della superficie del regno. Ha per confini due opposti mari e sei regioni. Novera quattro sedi di circondario, ognuno de' quali conta pressochè tre migliaia di chilometri quadri: quasi provincie. E nondimeno, umiltà disdicevole a tant' ampiezza, niuna delle contermini l'è addietro nel cammino de' progredimenti civili. Sovra ben settanta chilometri di scogliera molti seni, un solo e scarso approdo, quasi più che a sbocco di traffici a irrisione de' naviganti. Cinque grandi fiumane, molti canali - d'incerto letto, argini disfatti e nessun ponte: acque allaganti per ogni dove. Terreno sconvolto lungo civiltà varie che gli mutaron viso, da tremuoti, da rosioni de' secoli. Grandi foreste, onde ne' tempi in…

La Basilicata medievale. 3. Luca di Demenna e Armento

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Figlio dei nobili Giovanni e Tedibia, secondo la sua agiografia, Luca, nato a  Demenna (Castrogiovanni) fu educato nella fede e nella scienza divina. Appena giunse alla giusta età, i genitori lo sollecitavano spesso al matrimonio, ma egli non volle ascoltarli desiderando dedicarsi a Dio. Lasciata Demenna, si recò al Monastero dei monaci basiliani di San Filippo Siriaco di Agira. Divenuto sacerdote di trasferì in Calabria e in Lucania, prima presso sant'Elia Speleota e in seguito (a causa delle scorrerie saracene che rendevano insicura la zona aspromontana) nella zona del Mercurion, ove fondò il monastero basiliano di Carbone.  Lo spostamento di Luca ad Armento è invece facilmente databile, poiché dovuto alla discesa delle truppe ottoniane in Italia meridionale nel 968-969. L'episodio curioso della battaglia dei monaci ad Armento contro i Saraceni - naturalmente non attestato in altre fonti e, se non meramente agiografico, da ridimensionare comunque al livello di una scaramucc…

Materiali didattici. 8. 18 agosto 1860: una ricostruzione documentata

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Il 18 agosto 1860 una guarnigione borbonica composta da quattrocento soldati, comandata dal capitano Salvatore Castagna, si accampò sulla collina di Montereale per presidiare le vie di accesso dal fronte occidentale alla città di Potenza, bloccandone, altresì, gli ingressi. All’avvistamento dei primi drappelli, le truppe rientrarono in città dall’ingresso meridionale, concentrandosi in piazza del Sedile, sede del Comune e delle milizie cittadine e unico spazio disponibile all’adunanza, dato che la centrale piazza dell’Intendenza era occupata dalle baracche installate dopo il terremoto del 1857.  Il contrasto con la popolazione, accorsa ad osservare l’entrata della guarnigione, era inevitabile e, secondo i cronisti, voluto dal capitano Castagna per soffocare qualsiasi movimento popolare . Oltre alla carica della Gendarmeria, i saccheggi e l’ovvia reazione popolare - coordinata dalla Guardia Nazionale e da un drappello comandato dal laurenzanese Domenico Asselta - avrebbero provocato l…

La Basilicata napoleonica. 8. Il Regolamento di Polizia urbana e rurale di Potenza (1817)

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//17// PROGETTO di Regolamento di Polizia Urbana, e Rurale del Comune di Potenza. CAPITOLO PRIMO. Art. I. TUTT’i venditori de’ commestibili, o siano Bottegari, debbono presentarsi al Sindaco, e dare il loro nome, cognome, patria, domicilio, e numero fra il termine improrogabile di tre giorni per tenersene un Registro, ed essere autorizzati a vendere, sotto pena di ducati tre. //18// 2.° Ogni Bottegajo deve tenere forzosamente esposti in vendita li seguenti generi, lardo, prosciutto, insogna, cacio, caciocavallo, manteche, ricotta, ed oglio, e la prima volta, che farà mancare alcun genere di sopra spiegato, sarà multato per ciascuno di essi di ducati tre, nella seconda di ducati sei, e nella terza oltre di questa ultima multa di chiudere per sempre la Bottega, senz’aver diritto ad aprirla. 3.° Ogni venditore, che fra il termine stabilito nel 1° articolo non si presenta al Sindaco per essere autorizzato ad aprire, o continuare a tener’aperta la Bottega; ed obbligarsi di non far mancare…

La Basilicata moderna. 12. La Basilicata nel XVIII secolo

Opportuno è il passaggio dall’Hirpinia nella Lucania, Terra questa, anzi fra l’uno, e l’altro partimento delle due Provincie distesa, che a quella unita, ò congionta; la maggior parte però più inchiusa, e con qualche portion della Puglia, e Grecia grande, volgarmente detta Basilicata. Vogliono i seguaci di Leandro Alberti, e del Pontano, che questo nome sia sorto da’ Veleni suoi naturali, ò dal Greco Imperadore, che ne dotò la figliuola, ò da un tal Basilio, che col suo valore ne scacciò i Greci: e taluni molto meglio stimano, per la sua Signoria rilevata, sendo che la sua voce Greca, significa propriamente Regale, forsi perché al Regal Dominio da tempo lungo sia ella appartenuta, à differenza delle due precedenti de’ Prencipi  di Benevento, ò Salerno. […] La dividono gli Apennini dalla minor parte della Lucania, che resta nell’Ulterior Principato, hà per limiti dal lato di Greco e Tramontana le Terre, di Bari, e di Otranto, con la Provincia di Capitanata per la Riviera dell’Ofanto, …

Personaggi. 8. I Rendina di Campomaggiore

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La famiglia Rendina offre un esempio notevole, ancorché poco studiato, di autorappresentazione. Casi finora poco studiati, ma sui quali risulta utile dare alcuni cenni che possano evidenziare come il caso Rendina possa aiutare una ricostruzione ed una lettura dell’immagine del sé  da parte di una famiglia del patriziato di Basilicata a tutto tondo: nel campo dell’autorappresentazione scritta, della monumentalità, della pratica politica. Il primo esempio è rappresentato dalla Istoria della Città di Potenza dell’arcidiacono potentino Giuseppe Rendina, composta tra il 1668 e il 1673. Una sorta di ‘storia ibrida’, in quattro libri, che mostra chiaramente la sovrapposizione, visibile, peraltro, anche nella storiografia coeva di Matera e di Venosa, tra agiografia, archeologia e genealogia. Nel libro I, infatti, trattando delle origini della città, il Rendina mostrava di adeguarsi al modello della fondazione ‘mitistorica’ recuperando, come nel caso del Cenna per Venosa, frammenti della ‘gran…

Archivi di Basilicata online. 5. Archivi diocesani

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Il progetto Diocesarc ha consentito di censire e inventariare con l'uso delle più moderne tecnologie il rilevante patrimonio documentario degli archivi diocesani della Basilicata, per un totale di 6 diocesi.

La Basilicata moderna. 11. La Basilicata nel XVII secolo

Una parte de’ luoghi di Montagna, già detta Lucania, già detta Lucania, et un’altra di Puglia, fu-rono anticamente sotto un sol nome chiamate Basilicata, donde detto nome traesse no(n) si sa per certo: ma stimano alcuni come che no(n) l’habbiano da troppo buoni autori, che fu questa Regione da uno Imperadore di Costantinopoli data ad una sua figliuola in dote. […] È questa Regione la maggior parte montuosa, ma però molto fertile d’ogni sorte di biade, e produce buonissimi vini, peroche crescono le viti in ampissima grandezza, il che aviene per l’amenità dell’aere, e del terreno doue sono piantate, e per lo più si congiungono agli Oppi, e quegli abbracciando si distendono per tutti i rami loro, e nel tempo della vendemia più volte s’è veduto una sola d’esse fare una botte di mosto. Produce eziandio questo bel paese in abondanza grano, oglio, mele, cera, anesi, coriandoli, zafferano, e bombace, delle quali cose gran semente abonda la terra di Tursi detta anticamente Tarsia. Fioriscono …

Risorgimento lucano. 14. Autorappresentazione dei ceti dirigenti

Quella della rappresentazione e dell’autorappresentazione delle comunità del Mezzogiorno d’Italia in età moderna è, negli ultimi anni, una questione storiografica di notevole interesse nella ricostruzione e lettura della gestione dei luoghi e delle forme del potere da parte dei gruppi dirigenti locali. Tale rappresentazione fu, di fatto, condivisa tra “letteratura” - quella della storiografia locale -, “visibile parlare” - quello delle dimore  e delle case palaziate - e “fattualità - quella della pratica politico-istituzionale-amministrativa - . Questi nodi problematici hanno evidenziato, negli ultimi anni, i termini caratterizzanti di un altalenante equilibrio tra modalità comunicative visibili a tutti e modalità di comunicazione verso l’esterno. Nel caso degli edifici pubblici, ciò che si intendeva mostrare era, tra l’altro, la forma che nelle intenzioni dei poteri locali rappresentava l’immagine che la città aveva di se stessa, laddove, nel caso delle storie cittadine, il rapporto…

Archivi di Basilicata online. 4. Archivio Storico Comunale di Potenza

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L'archivio conserva circa 3000 pezzi archivistici a partire dal 1800 fino al 1951. Il documento più antico è un decreto legislativo di Gioacchino Murat del 1809. Sono custodite testimonianze importanti per la storia locale, come una delibera decurionale dell'agosto 1860 (in foto), la medaglia d'oro alla città di Potenza per il valore risorgimentale, il numero unico del giornale "Il Lucano" per il centenario dell'elevazione di Potenza a capoluogo (1806).

La Basilicata moderna. 10. La Basilicata nel XVI secolo

La provincia di Basilicata é quasi tutta dentro di terra, fralla Calabria, Terra di Otranto, e di Bari, ed ha solamente verso l'oriente nel Golfo di Taranto, dove finisce la Calabria, un piccolo spazio di mare. Abitarono già in essa Greci e Lucani. Abbonda di grano, di bestiame grosso, e di formaggi. I paesani vivono e vestono grossamente; sono più inclinati all’agricoltura e ad altri servigi personali, che al maneggiar l'armi; e non potendo per mare cavar fuori della provincia tutto il loro frumento, insieme cogli uomini di Principato lo portano a schiena di mulo a’ popoli vicini che ne hanno bisogno, e conducono anco in Terra di Bari di molte some di galle che di là si navigano a Venezia per tingere i panni. Questa provincia per esser dentro di terra è senza gran città e senza uomini guerrieri. I Re di Napoli non pensarono mai di farci delle fortezze; sì che sarebbe preda di qualunque esercito che fosse padrone della Campagna. Corrono per essa il fiume Vasento sino [...]  È…

Archivi di Basilicata online. 3. Archivi familiari di interesse storico

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Archivi dichiarati di interesse storico dalla Soprintendenza Archeologica per la Basilicata.

La Basilicata contemporanea. 6. Le famiglie Quinto e Manfredi (R. Riccardi)

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R. RICCARDI, Le famiglie Quinto e Manfredi simbolo della crescita industriale locale e regionale tra Ottocento e Novecento, in "Basilicata Regione Notizie", n. 129-130 (2012), pp. 122-141.

Archivi di Basilicata online. 2. I Battifarano

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A. BOZZA (a cura di), Inventario dell'Archivio Privato Battifarano, Potenza, Consiglio Regionale della Basilicata, 2009.

Materiali didattici. 7. Strabone. La Lucania (Geografia, VI 1, 1-3; 14-15)

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[1] Dopo le foci del Sele si giunge in Lucania, e al tempio di Hera Argiva, fondato da Giasone, e nelle vicinanze, a meno di cinquanta stadi, a Posidonia.  Quindi, navigando oltre il golfo seguente, si giunge a Leucosia, un'isola, molto prossima alla costa. L' isola prende il nome da una Sirena, che venne abbandonata qui sulla spiaggia quando le sirene, così racconta il mito, si immersero nelle profondità del mare. Di fronte all'isola si trova quel promontorio che opposto a Sirenussae e con esso forma il golfo di Posidonia.  Doppiando questo promontorio si entra immediatamente in un altro golfo, ove si trovava una città che venne chiamata Hyele, dai focei che la fondarono, e da altri Ele, dal nome di una sorgente, ma adesso è chemata Elea. Questa è la città natale di Parmenide e Zenone, i filosofi pitagorici. E' mia opinione che non solo per l'influenza di questi uomini, ma anche in tempi antecedenti la città sia stata ben governata, e fu a causa di questa buona am…

La Basilicata moderna. 9. Le storie locali: uno schema

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ANONIMO (clero?) [Descrizione di Venosa e dei suoi vescovi], note manoscritte del 1655 in ms. Bibl. Vat. Barb lat. 3215, Roma, ff. 337r-364v  [H. Houben, Venosa 1655. Un’anonima storia, descrizione e serie dei vescovi nel lascito di Ughelli, Venosa, Appia2, s.d.] CAPPELLANO Achille Tommaso Clero Discrittione della città di Venosa, sito et qualità di essa (28 Febbraio 1584), ms., conservato nella Biblioteca Casanatense, Roma [a cura di R. Nigro, Venosa, Osanna, 19852] CARAVELLI Giuseppe Clero Descrizione di questa Città di Tricarico, e delli vescovi che sono stati dal principio, sino ad anni di qui sotto rescritti […]  nell’anno del Signore 1686 [in G. D’Araio, Per la storia di Civita di Tricarico e Calle, vol. III, Matera, Liantonio, 1954, pp. 175-178] CENNA Giacomo Clero Cronica Antica della città di Venosa (tra il 1614 e il  1640)  [a cura di G. Pinto, Trani, Vecchi, 1902] CIMAGLIA Natale Maria Avvocatura Antiquitates Venusinae. Tribus libris explicatae. Asculanensium antiquitates et Da…

Archivi di Basilicata online. 1. Famiglie

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Archivi di famiglie su:
www.archivisticabasilicata.beniculturali.it/getFile.php?id=76‎