Risorgimento lucano. 19. I Dipartimenti della Repubblica Napoletana del 1799

La legge sui Dipartimenti, elaborata da Bassal, non teneva conto delle precedenti sedi di Udienze (tranne che per i casi di Cosenza, Catanzaro, L’Aquila, Salerno, Lecce) e delle naturali divisioni provinciali. Il risultato, sulla carta, sarebbe però stato quello di legare, in una fitta rete di corrispondenze, il “corpo” del regno alla Capitale, superando l’ormai secolare divisione tra centro e periferia che, nel corso dei due secoli precedenti, era andata acuendosi e che, per la brevità dell’esperimento repubblicano e le difficoltà di comunicazione, non sarebbe stata risolta.
Che la legge fosse soggetta a continui aggiustamenti, provvisoria e di fatto inattuata fin dall’inizio, lo prova l’editto di nomina dei Commissari Organizzatori che integrava l’articolo 3, che sarebbe stato ulteriormente modificato. Vennero, infatti, inizialmente, nominati i seguenti Commissari: Leone Micheletti (Garigliano); Gian Vincenzo Battiloro (Volturno); Gerardo Sabini (Vesuvio); Ferdinando Ruggi (Sele); Giuseppe Liberatore di Castel di Sangro (Sangro); Vincenzo Bianco (Ofanto); Angelo Tirone (Idro); Nicola Palomba (Bradano); Pietro Malena (Crati); Giuseppe Poerio (Sagra).

FONTE: A. M. Rao, La Repubblica Napoletana del 1799, in Storia del Mezzogiorno, dir. da G. Galasso e R. Romeo, IV/2, Il Regno dagli Angioini ai Borboni, Roma 1986, pp. 496 ss.

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