giovedì 2 luglio 2015

Il Viceregno austriaco. 1. Caratteri generali

Una consolidata tradizione storiografica considera questi ventisette anni della storia del Mezzogiorno come una parentesi tra il Viceregno spagnolo (1503-1707) e il regno di Carlo di Borbone (1734-1759). In realtà, sin dagli anni Sessanta del secolo scorso una nuova linea interpretativa (alimentata dagli studi di Raffaele Ajello, di Raffaele Colapietra, di Giuseppe Ricuperati e soprattutto di Giuseppe Galasso, autore di una riflessione continua su questo tratto di storia e, più in generale, sull’intera vicenda del Regno di Napoli) ha sottolineato che si tratta di un periodo intenso di riforme di cui occorre mettere in luce «l’impostazione di una politica giurisdizionalista e anticurialista, l’avvio di una classe dirigente rinnovata che sarà poi al servizio del riformismo carolino». 
Va evidenziato, inoltre, come il periodo del Viceregno austriaco sia stato fortemente articolato al suo interno a causa di varie congiunture politiche e militari quali la guerra di successione spagnola fino al 1713, quella di Sicilia tra il 1718 e il 1720 e l’accordo di Inghilterra e Olanda con Francia e Spagna atto a riconoscere ai Borbone un ruolo importante nella penisola. 
Del resto, all’interno dello stesso periodo, si può distinguere una prima fase fino agli anni Venti indubbiamente dominata da un’economia di guerra e dall’aggravarsi della situazione finanziaria, e una seconda fase, quella successiva agli anni Venti, contrassegnata da una significativa spinta al rinnovamento sostenuta da un riformismo che avrebbe lasciato tracce importanti nella storia del Regno, ancorché i progetti di maggiore portata rimasero incompiuti: basti pensare alla fondazione del Banco di San Carlo e al piano di ricompra dei fiscali. Il bagaglio di conoscenze e di esperienze accumulato negli anni di dominio austriaco sarebbe infatti riaffiorato nei circoli culturali fioriti nella stagione di un Regno finalmente con un tanto atteso re proprio. Un esempio fra tutti: il progetto di riforma degli studi di Celestino Galiani, proposto durante il periodo austriaco, sarebbe stato ripreso e attuato con Carlo di Borbone.

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