Post

Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

Personaggi. 15. Antonio Nolli di Teramo: un nobile "repubblicano"

Antonio Nolli (1755-1830), figlio del barone di Tollo, di famiglia lombarda, trasferitasi nell'Abruzzo aquilano e poi nel chietino nel secondo Seicento, e che con il padre aveva acquistato per venticinquemila ducati dai De Ruggero il ricco feudo di Tollo (cfr. R. Colapietra, I collaboratori abruzzesi di Francesco Ricciardi, in «La Capitanata. Rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia», a. XXXII-XXXIII (1995-1996), n.s., n. 3-4, p. 262), studiò presso gli Scolopi. Rientrato a Chieti, vi aveva ricoperto, nel 1779, la carica di camerlengo, per poi diventare, nell'ottobre 1788, presidente della società patriottica istituita a Chieti. Il percorso biografico ed il cursus honorum del barone abruzzese (sul quale, cfr. Notizie biografiche che riguardano gli uomini illustri della città di Chieti e domiciliati in essa, Napoli, 1830, pp. 36-38) ne faceva, dunque, un ottimo esponente di quella classe di “tecnici” dell’amministrazione provinciale, nonché sostenitore, fin dal dec…

I Borbone nel 1799: "Capeti vagabondi"

Immagine
Il problema della abusata denominazione “Capeto” per indicare la casa reale risale alla pubblicistica francese ed alla sua diffusione in Italia nel triennio giacobino. In Francia, l’indicazione di Luigi XVI con il semplice nome della casata (dai Capetingi, per via indiretta, discendevano le dinastie regie dei Valois, degli Orléans e dei Borbone) indicava una precisa volontà di abbassare il sovrano al livello di semplice cittadino. Del resto, Luigi fu denominato “Capeto” in maniera esplicita nell’atto di condanna a morte («Louis Capet, ci-devant roi des Français, est-il coupable de conspiration contre la liberté publique, et d'attentats contre la sûreté de l'État»). La valenza dispregiativa si diffuse anche a Napoli ad opera di letterati quali Vincenzo Monti, che nell’Inno per l’anniversario del supplizio di Luigi XVI (1799) insisteva appunto sul “vile Capeto” (v. 7; che il testo fosse ampiamente diffuso a Napoli lo dimostra la sua diffusione come foglio volante e con il titolo…

Risorgimento Lucano. 24. Istruzioni dell’Intendente Cataldo Nitti al Sindaco di Potenza (18 agosto 1860)

Potenza diciotto agosto millottocentosessanta Signor Sindaco. Nella grave condizione nella quale la città si trova, a prevenire novelli disastri è di […] a’ che il Municipio conservi quel contegno che ora gli conviene. Tutt’i notabili della Città, e provvegga dico si circondi del loro consiglio, e provvegga all’occorrenza. E pria d’ogni altra cosa si procuri che la Guardia Nazionale, emanazione del Municipio istesso, conservi ed afforzi, se è possibile quella energia che sempre ha mostrato nella tutela dell’ordine. Provvegga perché tutti i […] altro potrà occorrere alla accresciuta popolazione di questa Città tengano aperti i loro spacci, e soddisfino a’ bisogni di tutti. Si custodiscano con diligenza le Prigioni, si provvegga al mantenimento di coloro che vi sono rinchiusi, ed alla sicurezza e sostentamento di que’ che sono nell’ospedale. Si compia tutto quanto si può attendere dalla filantropica energia di un Municipio che deve servire d’esempio agli altri della Provincia, e che ve…

La Basilicata moderna. 22. Matera da capoluogo a città di provincia

Matera subì non senza contraccolpi il passaggio dei poteri amministrativi sin dal 1806, in quanto, come noto, le forme del potere giudiziario che si traducevano nel tribunale straordinario rimasero presenti nell’antico capoluogo fino al 1811. Tra l’altro, i materani accolsero il decentramento amministrativo come un fulmine a ciel sereno, anche perchè, durante la visita di Giuseppe Bonaparte il 5 maggio del 1806, «gli avevano riservato una sontuosa accoglienza, facendolo entrare in città attraverso la Porta Principale (Porta della Bruna) ed ospitandolo in una delle più importanti famiglie patrizie della città, la famiglia Ferraù, che per l’occasione aveva aperto un ingresso al palazzo del Tribunale da Piazza del Sedile» . Se il tribunale straordinario rappresentava l’ultimo baluardo materiale della condizione di privilegio sulla provincia pregressa, contemporaneamente, seguirono alla perdita della funzione di capoluogo insistite proteste manifestatesi in una sorta di autorappresentazi…