giovedì 31 marzo 2016

Cartografia lucana. 3. La Basilicata risorgimentale




Mito e realtà della nazione napoletana: Musi a Potenza

Il 7 aprile, alle ore 10.00, nell'Aula Magna dell'Università degli Studi della Basilicata, a Potenza, verrà presentato il recentissimo volume di Aurelio Musi Mito e realtà della nazione napoletana (Napoli, Guida Ed, 2016). Vi invitiamo all'interessante incontro a latere del volume, di cui pubblicheremo una relazione quanto prima.

giovedì 3 marzo 2016

Bibliografie essenziali. 18. Ferrandina



Autore Titolo Luogo e data
BELLOCCHIO MIMÌ - LATRONICO GIANNI Ferrandina tra penna e pennello Matera, Kompos, 1988
LISANTI MARIANGELA Il Convento di San Domenico in Ferrandina Matera, Altrimedia, 2000
AMBRUSO ALESSIO Ferrandina. Tra latifondo, riforma agraria e sviluppo possibile Matera, Liantonio, 2003
PALESTINA CARLO Ferrandina "Uggiano vecchia" Potenza, STES, 2004
PALESTINA CARLO Ferrandina. V. Territorio-viabilità-platee-masserie Venosa, Appia2 Editrice, 1995

La Basilicata medievale. 8. I Guevara, conti di Potenza

L’antica famiglia Guevara o de Guevara, originaria della Spagna dove possedeva la contea di Oñate in Alva (Castiglia), aveva come stemma uno scudo inquartato, nel 1° e 4° d'oro a tre bande d'argento, filettate di nero e caricate ciascuna da tre fiocchetti d'ermellino; nel 2°e 3° di rosso con cinque foglie di pioppo d'argento disposti 2-1-2. 

I Guevara, uomini d’arme, si trasferirono nel Regno di Napoli al seguito di Alfonso I d’Aragona intorno all'anno 1442 con i fratelli Inigo, poi creato marchese del Vasto, Ferrante e Alfonso. Di questi ultimi, il primo fu creato conte di Belcastro e il secondo conte d’Archi. 
Inigo ebbe due figli, ossia Antonio (conte di Potenza)  e Pietro, che, erede del padre, ne ereditò la carica di Gran Siniscalco. Sposò Isotta del Balzo, sorella di Isabella regina di Napoli, moglie di Federico d’Aragona; fu uno dei maggiori cospiratori della congiura contro Ferrante I d’Aragona.
A Potenza, i Guevara lasciarono segni tangibili della loro presenza. Infatti nel 1445 Inigo iniziò a ristrutturare la vecchia cinta muraria di origine sveva, già fatta abbattere da Carlo d’Angiò per punire la città filofedericiana; essa fu fortificata e dotata di numerose porte di accesso (portielli), nonché di torri di avvistamento e di difesa. Dovrebbero, infatti, risalire a questo periodo Porta Mendola, citata per la prima volta negli anni Ottanta, Porta San Luca e Portasalza, una struttura fortificata la cui mole faceva da contrappunto a quella della torre dall’altro versante del pianoro su cui sorgeva la cittadina. Altre opere riconducibili ai Guevara sono la ristrutturazione del palazzo del Seggio nella piazza omonima, la ricostruzione del chiostro duecentesco di San Francesco nonché del convento e della chiesa extramuraria di Santa Maria del Sepolcro, in cui i conti elessero la loro sepoltura ufficiale. Inoltre verso la fine del Quattrocento fu terminato il nuovo palazzo comitale. Quando poi Don Alfonso de Guevara, sesto conte di Potenza, diede in sposa sua figlia Beatrice a Enrico di Loffredo, la città, che costituiva la dote nuziale, passò ai Loffredo.