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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2016

La Basilicata contemporanea. 17. Potenza postunitaria

Fin dalla prima metà del Settecento Potenza era ritenuta “una delle cittadine più progredite dell’allora provincia per il numero degli uomini di lettere e per le condizioni generali della sua popolazione”, seppur mal collegata con il resto della provincia e del Regno. Dunque, la scelta di Potenza capoluogo non fece che evidenziare politicamente la positiva impressione dei francesi per la cittadina arroccata lungo la collina, centro periferico ma già connotato da significative presenze d’ordine culturale. Questa scelta avrebbe rappresentato un fattore determinante nella percezione stessa del contesto urbano, che non presentava specifici connotati non solo a livello d’esercizio di funzioni, ma anche di quadri istituzionali-amministrativi e socio-economici. Nel Catasto provvisorio del 1813 vennero censiti ben 493 sottani di cui 45 in via Pretoria. Questi tuguri furono abitati fino alla prima metà del 900.  La città di Potenza nel corso di tutto l’Ottocento  s’ingrandì molto, ma la maggi…

Personaggi. 17. Carlo Pisacane a 160 anni dalla spedizione di Sapri

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Parlare di parabola del democratismo significa ripercorrere sessant’anni di percorsi spesso tortuosi, di stop and go e di progetti che, a partire dal 1799, coinvolsero le file più operative dei patrioti meridionali, quelle “seconde file” che, in modi e forme strettamente legate al territorio ed ai legami parentali e clientelari, avevano, quando più, quando meno, contribuito all’operatività delle diverse rivoluzioni succedutesi nel Mezzogiorno d’Italia e, in particolare, nelle aree interne: dalle municipalità repubblicane del Novantanove (con il notevolissimo esperimento del “Patto di Concordia” nell’area nordovest della Basilicata) alle azioni dei democratici delle zone di Calvello, Laurenzana e Potenza nello “strascico” della Rivoluzione del 1820-21 al contrasto tra democratici di Emilio Maffei e Ferdinando Petruccelli della Gattina e moderati di Vincenzo D’Errico nel biennio 1848-1849.   Il democratismo, anche nella provincia di Basilicata, era, quindi, diffuso ed aveva reti radica…

La Basilicata contemporanea. 16. Filmati storici

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FONTE: https://www.youtube.com/watch?v=MiGu3O59htk

La Basilicata contemporanea. 15. La regione nel 1952

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FONTE: https://www.youtube.com/watch?v=IaQ0GsOtH4c

Materiali didattici. 28. A margine di A. Musi, “Mito e Realtà della Nazione Napoletana” (Maria Lippo)

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Il recente testo di Aurelio Musi, Mito e Realtà della Nazione Napoletana (Napoli, Guida, 2016) affronta una realtà storica che andò, di fatto, configurandosi dall’Umanesimo all’Unità d’Italia durante i secoli di sviluppo del Regno di Napoli, poi delle Due Sicilie dal 1816. Fu la rappresentazione dell’autocoscienza e del sentimento di appartenenza ad una comunità politica, la nazione-Regnum, con caratteri distintivi: la fedeltà alla sovranità monarchica, il primato della Capitale che andò sempre più identificandosi con l’intero Regno, l’accelerazione del livello della decisione politica rispetto al ruolo e al peso delle forze economiche e sociali. Nella lunga e complessa transizione dagli antichi Stati all’unificazione della penisola, il sentimento della doppia appartenenza, della doppia patria, napoletana e italiana, fu assai presente e vivo in forze e gruppi meridionali che parteciparono al Risorgimento.
Musi si incentra sulla considerazione ed opportuna analisi della “nazione napol…