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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Paesi lucani. 37. Lagopesole a fine Ottocento

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Lagopesole, castello di circa 1000 abitanti, già prima aggregato alla città di Atella, oggidì è unito al comune di Avigliano dal quale è distante 16 chilometri. Molto interessante è questo magnifico e bel castello, edificato al più tardi dai principi Normanni signori della città non lontana di Melfi. Gradito luogo di delizia e di trattenimento per le loro cacce, su di una delle colline del monte Carmine, in bellissimo sito quasi a due miglia dal bel lago del medesimo nome, era cen-tro a quell’epoca di boschi interminabili abbondantissimi di cacciagione. L’edifizio di architettura gotica, attualmente può dirsi ancora ben conservato in paragone di molti altri, e lo deve certamente al sito appartato nel quale trovasi lontano da centri popolosi. Vi sono grandissime sale, adorne di sculture, con porte e finestre gotiche in buono stato; la sola porta principale è nel-la parte superiore nascosta da una moderna costruzione […]. Il castello ha una sola torre quadrata grande e solida, la quale…

Materiali didattici. 30. La descrizione del Regno di Napoli di Pacichelli: alcune note

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Figura notevolissima di erudito e viaggiatore ante litteram, il romano Giovan Battista Pacichelli, dottore in utroque jure, fu Auditore della Nunziatura Apostolica di Colonia, oltre che accademico e ambasciatore di Ranuccio II Farnese.  «Mentr’egli girava pel nostro Regno, raccolse le più mirabili memorie di ciascheduna città, e terra principale, co’ prospetti delle medesime, e co’ piani topografici delle provincie […] e l’opera cominciò a manipolarsi nel principio del 1695. Ma essendo avvenuta la morte dell’autore, restò incagliata per lo spazio di otto anni». (F. SORIA, Memorie storico-critiche degli storici napolitani, in Napoli, nella Stamperia Simoniana, 1781, t. II, p. 463). Frutto dei viaggi dell’autore, il suo postumo Regno di Napoli in prospettiva  divenne una fonte ricca di informazioni per la successiva erudizione settecentesca. Nello stesso tempo, l’opera del Pacichelli si poneva non tanto nel solco delle descrizioni seicentesche, ridotte, come si è visto, a puri manuali …

Materiali didattici. 29. Le descrizioni del Regno di Scipione Mazzella ed Enrico Bacco

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Il passaggio dall’attenzione primaria per la Capitale del Regno alle province, in concomitanza con una più decisa attenzione ad esse, da parte del Viceregno, come preziose fonti fiscali in concomitanza con la ripresa della lotta anti-turca, creò un'opera che sarebbe stata modello strutturale ed espositivo nelle sezioni introduttive delle storie locali, la Descrittione del Regno di Napoli di Scipione Mazzella , ricca di «utilissime notizie, sebben senza troppo accorgimento ammassate», secondo il giudizio del Soria, incentrato sull’utilità dell’opera del Mazzella. Esso può essere ancora valido, in quanto la Descrittione appare come un serbatoio ricchissimo di dati, inaugurando il modello espositivo non solo delle successive descrizioni, ma anche delle sezioni proemiali delle storie locali, nelle quali l’attenzione al sito, alla conformazione geografica e topografica della zona, alle costruzioni ed ai dati economico-fiscali diventava una vera e propria ‘porta d’ingresso’ per introdur…

Materiali didattici. 28. A margine del volume di Agostino Bistarelli, "La storia della Storia Patria"

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L’idea di Nazione è un leitmotiv che ha attraversato tutte le celebrazioni, più o meno calibrate, del centocinquantenario dell’Unità d’Italia. Eppure, pochi sono stati gli incontri che hanno ricostruito e letto il contributo delle “piccole patrie“ locali dal punto di vista culturale. Si potrebbe, anzi, dire, che nel più generale contesto nazionale dell’«italianità» - citando il titolo di un interessante volume di Silvana Patriarca -, il contributo culturale dell’associazionismo storico locale postunitario è stato poco esplorato. Eppure, partendo dalla Deputazione di storia patria sabauda, voluta da Carlo Alberto nel 1833, alla Giunta centrale per gli studi storici del 1934, passando per l’Istituto storico italiano creato nel 1883, varie istituzioni storiche furono preposte dallo Stato alla raccolta, interpretazione e tutela delle fonti e dell’identità storica locale. Esse hanno svolto un ruolo centrale nel processo di unificazione culturale del Paese, costantemente animati, come sott…